Buone notizie per il mondo del Brazilian Jiu-Jitsu italiano: l'Unione Italiana Jiu Jitsu (UIJJ), la federazione che promuove e regolamenta il BJJ nel nostro paese, ha alzato l'asticella del proprio circuito nazionale con una formula che guarda apertamente al grande jiu-jitsu mondiale.
Cos'è successo

L'UIJJ ha aumentato il montepremi del proprio ranking ufficiale, riservato agli atleti tesserati e attivi in Italia, portandolo dai 3.000€ delle edizioni passate a 5.000€.
Il premio è dedicato alla categoria cintura nera adulti, sia maschile che femminile, ed è valido per entrambe le specialità: Gi (kimono) e No-Gi.
L'idea, dichiaratamente, prende ispirazione dal celebre Grande Slam dell'IBJJF: nel jiu-jitsu mondiale questo termine indica il traguardo, riservato a pochissimi fuoriclasse, di vincere nello stesso anno tutti e quattro i tornei più prestigiosi del circuito internazionale (Europei, Pan, Brasiliani e Mondiali).
Un'impresa che consacra un atleta come uno dei migliori al mondo in quella stagione.
L'UIJJ ha portato questo spirito competitivo anche nel circuito italiano: gli atleti che si distinguono lungo l'intera stagione di tornei nazionali — accumulando vittorie evento dopo evento — scalano il ranking e, a fine anno, si contendono il premio in denaro più alto mai messo in palio dalla federazione.
Il culmine della stagione è l'Italian BJJ Open, evento di chiusura dell'annata sportiva, che negli ultimi anni ha superato i 2.000 partecipanti diventando uno dei tre tornei più grandi e meglio organizzati d'Europa.
Perché è una notizia importante
Non si tratta solo di un premio più ricco.
Il ranking UIJJ non è solo una classifica: è anche una forma concreta di sostegno economico per gli atleti, che devono sostenere ogni anno spese non indifferenti tra iscrizioni ai tornei, trasferte e preparazione.
Oltre al montepremi per i primi in classifica, il sistema prevede iscrizioni gratuite per tutto il calendario annuale UIJJ e riconoscimenti anche per le altre cinture, non solo per la nera.
C'è poi un dato che racconta bene la crescita del movimento: nel 2023 l'Italia ha raggiunto quota 100 cinture nere registrate in un solo anno, un numero enorme se paragonato a quello di pochi anni prima, quando si contavano poche unità.
E per la prima volta si sono disputati con regolarità anche match di cintura nera nel femminile adulto, segno che il movimento sta crescendo in profondità e non solo in numeri.
L'unica italiana ad aver completato il Grande Slam IBJJF
Parlando di Grande Slam non si può non citare Serena Gabrielli, romana, cintura nera sotto Andrea Verdemare (lignaggio Federico Tisi, il primo cintura nera italiano), che si allena alla Flow Jiu Jitsu Academy.
Gabrielli è a oggi ricordata come l'unica atleta italiana ad essere riuscita a completare il Grande Slam IBJJF, l'impresa di vincere nello stesso anno solare tutti e quattro i tornei principali del circuito mondiale: Europei, Pan, Brasiliani e Mondiali.
Un percorso, il suo, che parte da lontano: Gabrielli si è avvicinata alle arti marziali a 18 anni, ha scoperto il Brazilian Jiu-Jitsu qualche anno dopo e ha conquistato la cintura nera nel 2015, subito dopo aver vinto il titolo mondiale IBJJF.
Da allora è considerata una delle atlete europee più titolate della sua generazione, con un palmarès costruito prevalentemente nella categoria di peso Rooster.
Una storia che rende ancora più significativa la scelta dell'UIJJ di ispirarsi proprio al Grande Slam per il proprio circuito nazionale: dimostra che il traguardo, per quanto rarissimo, non è irraggiungibile nemmeno per un'atleta italiana.

Cosa significa per chi pratica (o vuole iniziare)
Questa notizia non riguarda solo gli atleti agonisti di vertice.
È il segnale di una federazione che sta investendo seriamente sulla crescita del Brazilian Jiu-Jitsu in Italia, alzando il livello competitivo, la visibilità del movimento e le opportunità per chi si allena con costanza e serietà.
Dalla Gracie Barra Roma, scuola di difesa personale e Brazilian Jiu-Jitsu, seguiamo con entusiasmo queste evoluzioni: sono la prova che il percorso che proponiamo — dalla prima lezione di autodifesa fino, per chi lo desidera, alla competizione — si inserisce in un movimento nazionale sano, in crescita e sempre più professionale.
Se questa notizia ti ha incuriosito e vuoi scoprire cosa significa allenarsi in un'accademia che segue gli standard del Brazilian Jiu-Jitsu, ti aspettiamo a scuola: la prima lezione di prova (gratuita) è il modo migliore per capire perché sempre più persone, a Roma e in Italia, scelgono questo sport da combattimento/arte marziale.







