ADCC 2026: risultati e curiosità del Mondiale di grappling
Il weekend del 12 e 13 settembre si è chiuso a Cracovia, in Polonia, l'ultima edizione dell'ADCC World Championship il torneo più prestigioso al mondo di submission grappling, la lotta di sottomissione senza kimono.
Se il Mondiale IBJJF è la vetrina del Jiu Jitsu Brasiliano tradizionale, l'ADCC è da sempre il banco di prova definitivo: si combatte senza GI, ogni due anni, e solo i migliori al mondo vengono invitati a parteciparvi.
Ecco perché, dalla Gracie Barra Roma, vogliamo raccontarti cosa è successo.
I campioni 2026
Alla Tauron Arena si sono assegnati otto titoli di categoria più l'ambito assoluto, diviso tra uomini e donne:
Categorie maschili
- 66 kg: Kennedy Maciel (Brasile)
- 77 kg: Magomed Dzharbaev (Russia)
- 88 kg: Pawel Jaworski (Polonia)
- 99 kg: Luke Griffith (Sudafrica)
- +99 kg: Victor Hugo (Brasile)
- Assoluto: Felipe Pena (Brasile)
Categorie femminili
- 60 kg: Jasmine Rocha (USA)
- 65 kg: Ana Carolina Vieira (Brasile)
- +65 kg: Helena Crevar (USA)
A chiudere il programma, il super-incontro tra due pesi massimi assoluti dello sport: Yuri Simões ha avuto la meglio su Kaynan Duarte, che si è dovuto ritirare per un infortunio al gomito rimediato durante un tentativo di proiezione nel primo tempo supplementare.
Le storie che hanno reso speciale questa edizione

Ogni ADCC porta con sé qualche episodio che resta impresso, e questa edizione non ha fatto eccezione.
Felipe Pena è entrato nella storia diventando il primo atleta a vincere due volte la categoria assoluta. Il percorso non è stato semplice: eliminato nei quarti della propria categoria di peso e alle prese con un brutto infortunio al piede, stava pensando di ritirarsi dal torneo.
È stato il fratello a convincerlo a scendere comunque in gara nell'assoluto, dove ha costruito una striscia di vittorie sofferte fino all'oro.
Nei +99 kg, Victor Hugo ha vinto il suo primo titolo mondiale dopo oltre dieci anni di inseguimento, sottomettendo tutti e quattro gli avversari partendo dalla guardia bassa. Subito dopo la finale ha annunciato il proprio ritiro dalle competizioni.
Nei 66 kg, il ventiquattrenne Kennedy Maciel ha vinto lo stesso titolo che il padre, il leggendario Rubens "Cobrinha" Maciel, aveva conquistato più volte in passato: la prima volta nella storia dell'ADCC che un figlio d'arte trionfa nella stessa categoria del genitore.
Sul fronte femminile, Helena Crevar è diventata a soli 19 anni la più giovane campionessa nella storia dell'evento, ed è anche la prima a vincere tutti gli incontri per sottomissione.
Nella stessa categoria, la quattordicenne Joslyn Molina ha raggiunto le semifinali diventando la più giovane medagliata di sempre, chiudendo poi con il bronzo.
Per numeri: quasi la metà degli incontri (esclusa la categoria assoluta) si è conclusa per sottomissione, con lo strangolamento dalla schiena come tecnica più utilizzata.
E se volessi provarlo tu?

Guardare l'ADCC fa venire voglia di salire su un tatami e alla Gracie Barra Roma puoi farlo davvero.
Lo stile di lotta senza kimono che hai visto in questi giorni si chiama submission grappling (o "no-gi"), ed è una delle discipline che insegniamo in accademia: tecnica, controllo e sottomissioni, proprio come agli atleti di Cracovia, ma con percorsi pensati per chi parte da zero.
Se preferisci l'approccio più tradizionale, con il kimono, puoi frequentare anche le lezioni di Jiu Jitsu Brasiliano con GI, che completano la formazione a 360 gradi: il gi insegna precisione nei controlli e nelle prese, il no-gi velocità e adattamento. Molti dei nostri istruttori consigliano di provare entrambi per crescere più rapidamente.
Le lezioni sono aperte a uomini e donne, a qualsiasi livello di esperienza: puoi prenotare una lezione di prova gratuita e scoprire di persona perché sempre più persone scelgono il Jiu Jitsu Brasiliano come sport di combattimento e come stile di vita.
Ci vediamo sul tatami! OSS







