La verità tra percezione, dati reali e cultura dell’allenamento
Quando si parla di Brazilian Jiu Jitsu, una delle domande più comuni — soprattutto da parte di chi vuole iniziare — è sempre la stessa: “Ma il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) è pericoloso?”

La percezione diffusa è che qualsiasi arte marziale da contatto comporti rischi elevati, e in parte è vero: parliamo pur sempre di grappling, leve articolari e proiezioni.
Tuttavia, la realtà è più sfumata.
Il BJJ può essere impegnativo fisicamente e talvolta portare a infortuni, ma il livello di rischio dipende enormemente da come ci si allena, con chi e in quale ambiente.
Nelle scuole strutturate — come le accademie Gracie Barra — la cultura del rispetto, della sicurezza e della collaborazione riduce in modo significativo la probabilità di farsi male.
E non è solo una questione etica: se i compagni si infortunano, non ci si allena più nessuno.
Per questo la sicurezza è interesse reciproco.
Cosa dicono i dati: il BJJ può portare a infortuni, ma non è una disciplina “estremamente pericolosa”
Diversi studi scientifici hanno analizzato gli infortuni nel BJJ:
Uno studio su oltre 1100 atleti mostra che molti praticanti riportano almeno un infortunio durante la carriera, spesso legati a ginocchia, spalle o mani.
Un altro studio recente su 881 praticanti ha stimato un tasso medio di 5,5 infortuni ogni 1000 ore di allenamento, un valore simile a molti sport da contatto come rugby e wrestling.
Circa un quarto degli atleti ha riportato almeno una commozione cerebrale in carriera.
La maggior parte degli incidenti non avviene in gara, ma proprio durante gli allenamenti, spesso per submission forzate o movimenti esplosivi.
Conclusione: sì, un certo livello di rischio esiste, ma non è superiore ad altri sport intensi se praticato con responsabilità.

Perché ci si fa male: i fattori principali
Gli infortuni di solito nascono da tre situazioni tipiche:
1. Submission non mollate in tempo
Il famoso “tap early, tap often” esiste per un motivo.
Molti incidenti capitano quando qualcuno “resiste” troppo o, al contrario, chi applica la leva stringe senza controllo.
2. Ego eccessivo durante lo sparring
Rollare a 100%, voler vincere ogni scambio, trasformare lo sparring in un match vero… è una ricetta perfetta per farsi male.
3. Movimenti esplosivi e transizioni incontrollate
Scramble, takedown e passaggi sbagliati sono tra i principali responsabili di lesioni a ginocchia e spalle.
Vuoi spingere forte? I tornei sono il posto giusto
Una delle cose più importanti da comprendere è che l’allenamento non è una gara.
Il tatami della palestra serve a migliorare tecnica, controllo, fluidità, timing e consapevolezza.
Se qualcuno sente la necessità di misurarsi davvero, testare i propri limiti o “spingere a tutta”, esiste un contesto completamente dedicato a questo: le competizioni.
Nei tornei puoi andare forte quanto vuoi, in un ambiente regolamentato, con arbitri, categorie di peso, pari livello e avversari che vogliono la stessa cosa.
In palestra, invece, l’obiettivo è crescere insieme.
E se un compagno si fa male, non si allena più nessuno.
Questa distinzione — allenamento controllato in palestra, intensità massima in gara — è uno dei motivi principali per cui le scuole più organizzate mantengono un basso tasso di infortuni.
La cultura della sicurezza nella Gracie Barra
Una caratteristica che distingue la Gracie Barra è l’approccio sistematico alla sicurezza.

Rispetto reciproco
Se un compagno si infortuna, ci rimette tutto il gruppo. Per questo la protezione del partner è un valore fondamentale e condiviso.
Educazione tecnica
Gli istruttori insegnano fin da subito a:
controllare le posizioni,
rollare in modo progressivo,
evitare movimenti improvvisi,
comunicare apertamente (“roll leggero?”, “ho un fastidio alla spalla”, ecc.).
Ambiente orientato all’apprendimento
La priorità non è “vincere lo sparring”, ma migliorare. Questa mentalità riduce drasticamente comportamenti rischiosi.
Cosa pensa la community: le voci da Reddit
Molti praticanti esperti confermano sempre lo stesso punto:
“Se tieni l’ego a bada, gli infortuni seri sono rari.”
“Quando ho iniziato a "battere prima", ho smesso di farmi male in modo serio.”
“Quasi tutti i miei infortuni sono avvenuti in allenamento, non in gara.”
Il problema, quindi, non è il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) in sé, ma come lo si pratica.

Come ridurre davvero il rischio di infortunio
Ecco le abitudini che fanno la differenza:
Riscaldamento vero, non superficiale.
Scegliere partner affidabili e comunicare chiaramente.
Battere subito, senza esitare.
Evitare sparring intensi se si è stanchi o doloranti.
Rafforzare ginocchia, spalle e core con esercizi mirati.
Alternare tecnica e sparring in modo intelligente.
Quindi il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) è pericoloso?
La risposta migliore è: lo è tanto quanto lo rendi pericoloso.
Il BJJ non è privo di rischi, ma se praticato con intelligenza, rispetto e buona cultura di palestra, diventa uno sport estremamente formativo, controllato e duraturo.
Nelle scuole come Gracie Barra, la sicurezza non è un dettaglio: è parte integrante dell’allenamento.
Allenarsi bene significa crescere, divertirsi e continuare a praticare per molti anni, non trasformare ogni sparring in una competizione.

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