
Il weekend del 12 e 13 settembre si è chiuso a Cracovia, in Polonia, l'ultima edizione dell'ADCC World Championship il torneo più prestigioso al mondo di submission grappling, la lotta di sottomissione senza kimono.
Se il Mondiale IBJJF è la vetrina del Jiu Jitsu Brasiliano tradizionale, l'ADCC è da sempre il banco di prova definitivo: si combatte senza GI, ogni due anni, e solo i migliori al mondo vengono invitati a parteciparvi.
Ecco perché, dalla Gracie Barra Roma, vogliamo raccontarti cosa è successo.
Alla Tauron Arena si sono assegnati otto titoli di categoria più l'ambito assoluto, diviso tra uomini e donne:
Categorie maschili
Categorie femminili
A chiudere il programma, il super-incontro tra due pesi massimi assoluti dello sport: Yuri Simões ha avuto la meglio su Kaynan Duarte, che si è dovuto ritirare per un infortunio al gomito rimediato durante un tentativo di proiezione nel primo tempo supplementare.

Ogni ADCC porta con sé qualche episodio che resta impresso, e questa edizione non ha fatto eccezione.
Felipe Pena è entrato nella storia diventando il primo atleta a vincere due volte la categoria assoluta. Il percorso non è stato semplice: eliminato nei quarti della propria categoria di peso e alle prese con un brutto infortunio al piede, stava pensando di ritirarsi dal torneo.
È stato il fratello a convincerlo a scendere comunque in gara nell'assoluto, dove ha costruito una striscia di vittorie sofferte fino all'oro.
Nei +99 kg, Victor Hugo ha vinto il suo primo titolo mondiale dopo oltre dieci anni di inseguimento, sottomettendo tutti e quattro gli avversari partendo dalla guardia bassa. Subito dopo la finale ha annunciato il proprio ritiro dalle competizioni.
Nei 66 kg, il ventiquattrenne Kennedy Maciel ha vinto lo stesso titolo che il padre, il leggendario Rubens "Cobrinha" Maciel, aveva conquistato più volte in passato: la prima volta nella storia dell'ADCC che un figlio d'arte trionfa nella stessa categoria del genitore.
Sul fronte femminile, Helena Crevar è diventata a soli 19 anni la più giovane campionessa nella storia dell'evento, ed è anche la prima a vincere tutti gli incontri per sottomissione.
Nella stessa categoria, la quattordicenne Joslyn Molina ha raggiunto le semifinali diventando la più giovane medagliata di sempre, chiudendo poi con il bronzo.
Per numeri: quasi la metà degli incontri (esclusa la categoria assoluta) si è conclusa per sottomissione, con lo strangolamento dalla schiena come tecnica più utilizzata.

Guardare l'ADCC fa venire voglia di salire su un tatami e alla Gracie Barra Roma puoi farlo davvero.
Lo stile di lotta senza kimono che hai visto in questi giorni si chiama submission grappling (o "no-gi"), ed è una delle discipline che insegniamo in accademia: tecnica, controllo e sottomissioni, proprio come agli atleti di Cracovia, ma con percorsi pensati per chi parte da zero.
Se preferisci l'approccio più tradizionale, con il kimono, puoi frequentare anche le lezioni di Jiu Jitsu Brasiliano con GI, che completano la formazione a 360 gradi: il gi insegna precisione nei controlli e nelle prese, il no-gi velocità e adattamento. Molti dei nostri istruttori consigliano di provare entrambi per crescere più rapidamente.
Le lezioni sono aperte a uomini e donne, a qualsiasi livello di esperienza: puoi prenotare una lezione di prova gratuita e scoprire di persona perché sempre più persone scelgono il Jiu Jitsu Brasiliano come sport di combattimento e come stile di vita.
Ci vediamo sul tatami! OSS
E se il modo più efficace per controllare un avversario non fosse colpirlo, ma “bloccarlo”?
Il Brazilian Jiu Jitsu nasce da una domanda antica, già presente nelle radici delle arti marziali tradizionali giapponesi e poi sviluppata in modo sistematico da Jigoro Kano con il Judo: come può una persona neutralizzare un avversario fisicamente più forte senza ricorrere alla forza d’impatto o alla mera aggressività?
Questa ricerca non è mai stata solo tecnica, ma anche filosofica: trasformare lo scontro in controllo, riducendo il conflitto a un problema di equilibrio, leve e gestione dell’energia.
Dal jujutsu classico delle scuole samurai fino alla moderna evoluzione brasiliana dei Gracie, l’idea rimane la stessa: la tecnica deve prevalere sulla forza, e il corpo umano va compreso come un sistema biomeccanico da controllare piuttosto che da colpire.
La risposta non è nella potenza, ma nella biomeccanica del corpo umano.

Il corpo umano non è una struttura rigida, ma un sistema biologico estremamente complesso e interdipendente, che dipende in modo continuo da due fattori fondamentali per il mantenimento della coscienza e della funzionalità motoria.
Da un lato, l’apporto costante di ossigeno al cervello, indispensabile per le funzioni cognitive superiori e la coordinazione neuromuscolare; dall’altro, la circolazione sanguigna, che garantisce il trasporto di ossigeno e nutrienti a tutti i tessuti e il corretto funzionamento degli organi vitali.
Quando questi due flussi vengono anche solo temporaneamente alterati, il sistema perde rapidamente efficienza, evidenziando quanto il corpo non sia una struttura meccanica statica, ma una macchina biologica dinamica basata sull’equilibrio continuo tra pressione, flusso e ossigenazione.
Quando questi equilibri fisiologici vengono alterati in modo controllato e temporaneo, il corpo umano perde rapidamente capacità di reazione, coordinazione motoria e lucidità mentale.
È proprio su questi principi biomeccanici e neurologici che si sviluppa gran parte dell’efficacia del Brazilian Jiu Jitsu.
A differenza degli stili basati prevalentemente sull’impatto, il BJJ punta infatti al controllo del corpo attraverso leve articolari, pressioni, immobilizzazioni e tecniche di costrizione, sfruttando la conoscenza dell’anatomia e dei limiti fisiologici del corpo umano per neutralizzare un avversario con il minimo dispendio di forza.

Nel Judo e nel Brazilian Jiu Jitsu, le tecniche di strangolamento vengono chiamate shime waza.
Non si tratta di forza bruta, ma di precisione anatomica.
L’obiettivo non è “fare male”, ma ridurre temporaneamente il flusso sanguigno o la respirazione in modo controllato.
Esistono due grandi principi:

Nel contesto sportivo e di difesa personale, queste tecniche funzionano perché permettono di concludere uno scontro senza colpi traumatici prolungati, mantenendo un controllo totale della situazione.
Un altro pilastro fondamentale è rappresentato dal kansetsu waza, ovvero le leve articolari.
Queste tecniche sfruttano il limite naturale delle articolazioni umane:
Il principio è semplice: ogni articolazione ha un range di movimento fisiologico.
Quando questo limite viene superato in modo controllato, l’avversario è costretto alla resa per evitare infortuni.
Nel Brazilian Jiu Jitsu questo concetto viene applicato in modo progressivo e tecnico, privilegiando il controllo rispetto alla violenza.

Il Brazilian Jiu Jitsu ha radici profonde nel Judo tradizionale, da cui eredita molti principi tecnici e filosofici, soprattutto l’idea di usare la tecnica per neutralizzare la forza.
Nella difesa personale moderna, questo approccio è particolarmente rilevante perché:
A Roma, il Brazilian Jiu Jitsu viene studiato non solo come disciplina sportiva, ma anche come metodo di difesa personale e crescita fisica e mentale.
Un riferimento importante nel territorio è Gracie Barra Roma, dove il BJJ viene insegnato seguendo i principi della scuola Gracie Barra, con un approccio strutturato che integra:
Accanto alla componente sportiva, l’allenamento include spesso anche elementi derivati dal Judo e dalle sue proiezioni e immobilizzazioni, creando un sistema completo.

Il Brazilian Jiu Jitsu cambia completamente la prospettiva del combattimento: non si basa sul colpire, ma sul controllare.
Attraverso shime waza e kansetsu waza, il corpo umano viene studiato come un sistema biomeccanico, dove ossigeno, circolazione e leve articolari diventano gli strumenti principali di gestione del conflitto.
Una disciplina che unisce efficacia, tecnica e consapevolezza, trasformando la difesa personale in un’arte basata sul controllo più che sulla forza.
Presso Gracie Barra Roma è possibile avvicinarsi al mondo del Brazilian Jiu Jitsu attraverso corsi dedicati a principianti e praticanti esperti, oltre a lezioni di Judo e difesa personale femminile.
La prima lezione è gratuita, il kimono viene fornito direttamente dalla scuola e i corsi sono sempre aperti, permettendo di iniziare il proprio percorso in qualsiasi momento dell’anno.
Se stai cercando un corso di brazilian jiu jitsu Roma EUR, arriva una grande novità: il metodo Gracie Barra sbarca ufficialmente a Roma Sud con un nuovo corso presso Sport City Roma.
Un’opportunità unica per iniziare o perfezionare uno degli sport da combattimento più efficaci al mondo, adatto a tutte le età e livelli.

Il Brazilian Jiu Jitsu (BJJ) è un’arte marziale focalizzata sulla lotta a terra e sulle tecniche di leva, strangolamento e controllo dell’avversario.
A differenza di altri sport da combattimento, non si basa sulla forza ma su:
Questo lo rende perfetto anche per chi parte da zero o vuole migliorare la propria sicurezza personale.

Il nuovo corso di brazilian jiu jitsu Roma EUR si svolge all’interno dello Sport City Roma, una struttura moderna e facilmente raggiungibile nella zona EUR / Trigoria.
Gli allenamenti sono organizzati per adattarsi sia ai principianti che agli atleti più esperti
Allenarsi nel brazilian jiu jitsu Roma EUR offre numerosi vantaggi:

Il centro si trova in:
📍 Via Álvaro del Portillo 282 – Roma (zona EUR / Trigoria)
Per partecipare al corso o ricevere maggiori informazioni:

Se stai cercando un corso di brazilian jiu jitsu Roma EUR, questo è il momento giusto per iniziare.
Che tu voglia migliorare la tua forma fisica, imparare a difenderti o semplicemente provare qualcosa di nuovo, il corso Gracie Barra allo Sport City Roma è la scelta ideale.
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Nel mondo del Brazilian Jiu-Jitsu competitivo, pochi nomi risuonano con la stessa forza e autenticità di Lucas Valente.
Atleta di Gracie Barra, medagliato nei principali circuiti IBJJF e riconosciuto per il suo stile tecnico e innovativo, Lucas ha trasformato l’arte della finitura delle leve in un vero e proprio sistema di controllo e precisione.
Oggi vogliamo raccontarti chi è Lucas, perché la sua Valente Lock è diventata così efficace e cosa puoi imparare dal suo nuovo corso online — un’opportunità imperdibile per chi è appassionato di Jiu-Jitsu tecnico, strategico e moderno.

Lucas Valente Tobias è un black belt di Gracie Barra sotto la guida di Vinicius “Draculino” Magalhães e Marcelo “Uirapuru” Azevedo, due pilastri del Brazilian Jiu-Jitsu mondiale.
Competitore fin da giovanissimo, Lucas ha conquistato titoli prestigiosi nei tornei IBJJF, tra cui:
Campionati World No-Gi
American Nationals e Brazilian Nationals
medaglie nei Pan Championship e nei World Championships
Il suo record lo descrive come un atleta creativo, tecnico e capace di esprimere un Jiu-Jitsu basato più su angoli, controllo e tattica che su forza bruta — una vera ispirazione per studenti di tutte le età e livelli.
Quello che rende speciale la Valente Lock non è soltanto il nome, ma l’approccio con cui Lucas l’ha sviluppata e insegnata.
Nella sua filosofia:
ogni tecnica nasce dal controllo delle angolazioni
l’efficacia deriva dal controllo delle forze opposte
la gestione dell’avversario è tanto mentale quanto fisica
Questo significa che una sottomissione non è un colpo isolato, ma il risultato di una lettura precisa delle posizioni, della pressione e dei punti di leva del corpo dell’avversario — in perfetto stile Gracie Barra.
Il suo corso online, Valente Lock: Control, Angles, and Opposite Forces, va oltre la semplice tecnica: esplora come costruire un sistema di attacco completo basato sulla logica dei movimenti, sulla gestione delle forze e sulla padronanza di ogni fase dell’attacco.

La forza di questo programma non sta solo nella tecnica della leva in sé, ma nei principi che la sostengono:
✔ Comprendere i concetti di controllo e angoli — Impari a gestire la distanza, le pressioni e i tempi del corpo avversario
✔ Applicare le leve in modo intelligente — Non serve forza: serve precisione
✔ Migliorare il tuo Jiu-Jitsu globale — Anche se sei più orientato alla guardia, al passing o al no-gi
Questo tipo di approccio fa sì che la tecnica funzioni in allenamento, in gara e in situazioni reali — perché non dipende da forza fisica ma da principi solidi e ripetibili.
Un aspetto che rende unico Lucas Valente non è soltanto ciò che mostra sul tatami, ma come ci arriva.
La sua mentalità si basa su:
🧠 Studio attento dei dettagli — Ogni movimento è analizzato
🎯 Precisa strategia di allenamento — Si allena con uno scopo
💭 Consapevolezza del corpo e dell’avversario — Ogni scelta ha un perché
Questa combinazione tecnica-mentale è uno dei pilastri metodologici di Gracie Barra, e si riflette perfettamente nella struttura del corso.
Se senti che il tuo Jiu-Jitsu può “sbloccarsi”, se vuoi una comprensione più profonda delle leve e dei concetti di controllo, o semplicemente vuoi arricchire il tuo bagaglio tecnico con un metodo moderno e raffinato, Valente Lock è una risorsa preziosa.
Ti aspettiamo sul tatami per una prova gratuita!
La 12ª edizione del Campionato Europeo No-Gi della Federazione Internazionale di Jiu-Jitsu Brasiliano (IBJJF) si è appena conclusa, con la divisione cinture nere adulti – considerata la classe professionistica del BJJ.

Per il secondo anno consecutivo, gli Europei No-Gi hanno registrato una crescita impressionante di talenti europei, in particolare ai massimi livelli di questo sport.
Le categorie si sono rivelate estremamente competitive, con una forte presenza di atleti provenienti non solo dal Vecchio Continente, ma anche da Giappone e Corea del Sud, nazioni che stanno progressivamente conquistando la ribalta internazionale.
Molti praticanti provenienti da regioni lontane, che trovano complessi i viaggi negli Stati Uniti per motivi logistici o di visto, hanno scelto Roma (Ostia) come tappa fondamentale della loro stagione, rendendo l’evento un vero crocevia globale.
Nel complesso, il Campionato Europeo No-Gi 2025 ha confermato come il grappling stia vivendo un’evoluzione mondiale.
Se Scandinavia e Polonia sono ormai fari riconosciuti del talento europeo, quest’anno si sono aggiunte nuove realtà di spicco come il Regno Unito, che ha conquistato numerose medaglie d’oro grazie a nomi emergenti come Shay Montague (Scozia), Ash Williams (Galles), Faris BenLamkadem (Inghilterra) e Injana Goodman, vera rivelazione del torneo con un oro di categoria e un argento nella divisione open.
Tra i protagonisti assoluti:
Injana Goodman, brillante in ogni fase del combattimento — passaggi, spazzate e sottomissioni — si è aggiudicata l’oro nella sua categoria e l’argento nella open class;
Pawel Jaworski, autentico fenomeno polacco, ha conquistato due ori (di categoria e open) e 7 sottomissioni su 9 incontri, confermandosi una delle guardie più temute nella divisione 85 kg;
Gabrieli Pessanha, che ha centrato il “Double No-Gi Grand Slam”, vincendo in tutte le major IBJJF No-Gi della stagione;
Ana Mayordomo, oro nella categoria piuma, in un periodo d’oro per il grappling spagnolo;
E infine Tito Carle, pesi massimi australiano, rivelazione assoluta di questa edizione: proattivo, esplosivo e con un gioco orientato alla sottomissione, ha lasciato il pubblico romano impressionato dalla sua completezza tecnica.
Sarà interessante osservare se qualcuno riuscirà, ai prossimi Mondiali No-Gi, a contrastare il dominio di Jaworski nella sua categoria.
Parallelamente al torneo, Roma ha vissuto una settimana intensa di eventi dedicati al Brazilian Jiu-Jitsu. Diverse accademie della capitale hanno ospitato seminari e stage tecnici con atleti e maestri internazionali.

Tra i più apprezzati, quello organizzato presso la Gracie Barra Roma, che ha visto come ospite il Professor Alexandre “Café” Dantas, pluricampione mondiale IBJJF sia in Gi che in No-Gi.
L’evento ha attirato numerosi praticanti, offrendo un’occasione preziosa per confrontarsi con un atleta di livello mondiale e approfondire dettagli tecnici del grappling moderno.
Questo tipo di iniziative conferma il ruolo centrale di Roma nel panorama europeo del BJJ, non solo come sede di gare, ma anche come punto di incontro per la formazione e la crescita tecnica degli atleti.

A trasmettere in diretta le fasi più avvincenti del torneo è stata FloGrappling, la piattaforma di streaming più autorevole nel mondo del jiu-jitsu e del grappling.
FloGrappling produce e distribuisce eventi in live streaming, analisi tecniche, interviste e documentari dedicati agli atleti più influenti del panorama mondiale.
In questi giorni, la piattaforma ha deciso di rendere disponibili in replay on-demand i match principali dell’European No-Gi 2025, permettendo anche agli appassionati italiani di rivivere ogni fase del torneo.
Grazie a queste trasmissioni, il BJJ europeo guadagna sempre più visibilità internazionale, contribuendo a far conoscere i nomi degli atleti emergenti e ad alimentare una community sempre più ampia e connessa.
Il 2025 IBJJF European No-Gi Championship ha rappresentato molto più di un evento sportivo: è stato un punto di svolta per la crescita del Brazilian Jiu-Jitsu in Europa e per la conferma di Roma come capitale del grappling continentale.
Tra nuove rivelazioni, campioni affermati e iniziative locali di altissimo livello, l’Italia si è confermata protagonista in una disciplina che sta vivendo una fase di espansione globale senza precedenti.

A Roma, presso la Gracie Barra, è possibile praticare il Brazilian Jiu-Jitsu in tutte le sue forme:
corsi con kimono (Gi) per bambini e adulti,
corsi grappling senza kimono (No-Gi),
e corsi di autodifesa femminile (“Donne Sicure”).
Le lezioni si tengono ogni giorno, con diversi orari disponibili. Tutte le informazioni e le prenotazioni sono accessibili nella sezione Orari Lezioni del sito.
E tu? Cosa aspetti a provare una lezione gratuita di BJJ alla Gracie Barra Roma?
