L’ansia prima di una gara è una condizione frequente tra chi pratica sport, indipendentemente dal livello di esperienza.
Lo stress percepito nei momenti che precedono una competizione può avere origini diverse: il timore di non riuscire a dare il massimo, la pressione legata al risultato o l’eccitazione naturale che accompagna ogni prova importante.

Se non viene affrontata nel modo giusto, questa tensione può influenzare negativamente la resa atletica, diventando un freno invece di un supporto.
Comprendere le dinamiche che innescano questo stato e sviluppare tecniche per tenerlo sotto controllo è essenziale per entrare in gara con equilibrio e sicurezza.
In questo articolo esplorerai le cause più comuni dell’ansia pre gara, scoprirai come allentare lo stress e come trasformare l’emozione in una risorsa utile per esprimere al meglio le tue capacità.
L’ansia che precede un match di BJJ è una risposta fisiologica del corpo quando ci troviamo di fronte a una sfida che riteniamo significativa.
Il sistema nervoso entra in stato di allerta, attivando reazioni come l’aumento del battito cardiaco, una respirazione accelerata e il rilascio di adrenalina.
Questa condizione, se ben controllata, può aumentare il focus mentale e la reattività; al contrario, se sfugge di mano, può causare tensioni muscolari, perdita di lucidità e affaticamento precoce.
Le origini di questo stato emotivo possono essere diverse:
Pressione da prestazione – La volontà di dimostrare il proprio valore o di raggiungere un determinato risultato può generare stress e paura di sbagliare.
Incertezza e scenari sconosciuti – Affrontare un avversario mai incontrato o trovarsi in un contesto competitivo nuovo può aumentare l’insicurezza.
Aspettative elevate – Che siano autoimposte o derivanti da coach, compagni di team o familiari, il peso delle aspettative può amplificare la tensione.
Esperienze passate negative – Un precedente match andato male può lasciare strascichi mentali che influenzano l’approccio alla competizione successiva.
Saper controllare lo stress che si manifesta prima di una competizione è un’abilità cruciale, sia per chi gareggia a livello professionale che per chi si allena per passione.
Un po’ di agitazione può essere uno stimolo positivo, ma se non contenuta, rischia di compromettere lucidità e rendimento.
Ecco alcune strategie pratiche per affrontare al meglio questo stato d’animo:
1. Controllo del respiro e centratura mentale
Una respirazione lenta e profonda aiuta a calmare i nervi e a riportare il corpo in uno stato di equilibrio. Bastano pochi minuti di attenzione al respiro per abbassare la frequenza cardiaca e ritrovare la calma. A questo si può affiancare una breve sessione di meditazione, utile a focalizzare i pensieri e ad allontanare la negatività. Anche 5 minuti di silenzio e presenza mentale possono fare la differenza.
2. Allenamento mentale con la visualizzazione
Immaginare sé stessi mentre si affronta la gara con sicurezza e fluidità prepara il cervello all’azione. Visualizzare tecniche, situazioni di combattimento e il proprio atteggiamento mentale aiuta a ridurre l’incertezza e ad aumentare il senso di controllo.
3. Pianificazione pratica e mentale
Conoscere in anticipo la location, gli orari, la logistica e avere tutta l’attrezzatura pronta elimina molte fonti di stress. Allo stesso modo, preparare una strategia mentale per la competizione – come affrontare eventuali momenti critici o gestire l’energia – consente di sentirsi più preparati e meno esposti all’imprevisto.
4. Attenzione al percorso, non solo al traguardo
L’ansia nasce spesso dalla paura di fallire o di non soddisfare le aspettative. Concentrarsi sul presente, sul dare il massimo in ogni fase del combattimento anziché pensare solo al risultato finale, aiuta a vivere meglio la gara. Ogni passaggio ben eseguito è un successo in sé.
5. Rilascio della tensione fisica
Lo stress emotivo si manifesta anche nel corpo, soprattutto con rigidità muscolare. Praticare esercizi di rilassamento progressivo, che prevedono la contrazione e il rilascio consapevole dei muscoli, può ridurre sia la tensione fisica che quella mentale.
6. Routine pre-gara personalizzata
Stabilire una sequenza di azioni abituali da compiere prima della competizione aiuta a entrare nel giusto stato mentale. Che si tratti di stretching, ascoltare musica o isolarsi qualche minuto, una routine collaudata è un potente alleato per mantenere la concentrazione e abbassare l’ansia.

Cambiare prospettiva nei confronti della tensione emotiva che precede una competizione è fondamentale: anziché considerarla un limite, può diventare una leva per esprimere il meglio di sé.
Quello stato di allerta, se compreso e canalizzato, può aumentare concentrazione, determinazione e prontezza nei momenti cruciali.
Accogliere quel disagio come un segnale utile — e non come qualcosa da temere — permette di sviluppare maggiore resilienza e sicurezza.
In questo modo, ciò che inizialmente appare come un ostacolo si trasforma in una risorsa interiore da usare a proprio vantaggio.
1. Accogliere lo stato di allerta come parte naturale dell’esperienza:
Invece di contrastare quella sensazione di agitazione, è utile riconoscerla per ciò che è: una risposta normale del corpo quando ci si avvicina a un momento importante. Prendere consapevolezza del fatto che si tratta di un segnale fisiologico e non di un nemico, aiuta a normalizzarlo e ad abbassarne l’intensità.
2. Reindirizzare l’energia nervosa verso l’azione:
Quella carica che spesso si percepisce come nervosismo può essere utilizzata a nostro favore. Imparare a canalizzarla nei gesti, nei movimenti e nella concentrazione durante la gara permette di sfruttarla come carburante per la performance. L’obiettivo è passare da una tensione che blocca a una spinta che accelera.
3. Trasformare la pressione in carburante motivazionale:
Quel senso di urgenza interiore non è per forza qualcosa da reprimere: può rappresentare l’entusiasmo e l’impegno che stai mettendo nella sfida. Riconoscere questa energia come una dimostrazione del tuo coinvolgimento ti aiuterà a darle un significato positivo e a usarla per dare il massimo.
4. Interpretare i segnali fisici in modo costruttivo:
Il corpo parla prima della mente: battito accelerato, respiro corto, mani sudate. Non sono sintomi di debolezza, ma indicatori che stai entrando nella modalità “azione”. Imparare a osservarli senza giudicarli ti permette di intervenire con strategie efficaci come il respiro controllato o la distensione muscolare.
5. Leggere l’agitazione come indizio di evoluzione personale:
Ogni volta che ti senti in bilico tra comfort e sfida, vuol dire che stai crescendo. L’apprensione che provi non è altro che un segnale che stai esplorando territori nuovi. Accettare questo processo come parte dell’evoluzione sportiva ti aiuterà a rafforzarti gara dopo gara.
Grazie a queste strategie, la tensione emotiva può essere trasformata in una leva a favore della propria performance, diventando un elemento che fa la differenza tra un'esecuzione incerta e una prova solida e gratificante.
Con la giusta preparazione, esercizi mirati per il rilassamento e un atteggiamento mentale costruttivo, è possibile diminuire l’impatto dello stress e affrontare la competizione con maggiore sicurezza.
Ogni sportivo vive queste emozioni in maniera soggettiva, ma tutti possono imparare a riconoscerle e utilizzarle come una spinta per rendere al meglio quando conta davvero.
Oltre alle tecniche specifiche per gestire l’ansia, un altro strumento che può fare la differenza è la pratica della mindfulness.
Meditare regolarmente ti permette di allenare la mente a rimanere nel presente, riducendo la preoccupazione e aumentando la concentrazione.
Un ottimo punto di partenza per chi vuole avvicinarsi alla mindfulness è il libro "Il miracolo della mindfulness" di Thich Nhat Hanh.
Questo testo ti guiderà attraverso semplici pratiche di meditazione che potrai facilmente integrare nella tua preparazione mentale prima della gara, favorendo calma, chiarezza e presenza mentale.
La mindfulness può essere un’alleata potente per affrontare le sfide con serenità e determinazione, trasformando l’ansia in un'opportunità per eccellere.

Se desideri trasformare l’ansia in una forza positiva, perché non applicare queste strategie anche sul tatami?
Ti aspettiamo alla Gracie Barra di Roma, in zona Castro Pretorio ( Viale Castro Pretorio, 88 ), vicino alla stazione Termini.
Unisciti a noi per allenamenti di Brazilian Jiu-Jitsu che ti aiuteranno a sviluppare concentrazione, disciplina e fiducia in te stesso.
Consulta i nostri orari dei corsi e preparati a vivere l’esperienza sul tatami, dove ogni sfida diventa una nuova opportunità di crescita.
Il praticante amatoriale di Brazilian Jiu Jitsu – il juijiteiro – non è sponsorizzato da nessuno.
Al contrario, investe di tasca propria in tutto ciò che gravita intorno alla sua passione: iscrizioni alle gare, seminari, divise (GI), protezioni, spostamenti, fisioterapia e, a volte, persino le lezioni private per migliorare.

A questo punto potreste chiedervi: "Cosa c’è da amare in tutto questo?"
Proprio questo.
Il suo mondo è fatto di fatica, sudore e crescita personale. Ogni euro speso gli permette di scendere sul tatami con serenità e dedicarsi al Jiu Jitsu senza compromessi.
Il juijiteiro si allena nei momenti in cui la maggior parte delle persone è a casa, comoda sul divano.
È lì all’alba, pronto per il primo allenamento, o tardi la sera, quando la giornata di lavoro è finalmente finita.
Non importa quanto sia stanco: il richiamo del tatami è più forte di qualsiasi stanchezza.
Nei mesi caldi, lotta con il GI inzuppato di sudore, d’inverno, sfida il gelo che avverte solo durante il tragitto verso la palestra, perché una volta lì il freddo non esiste più.
Nessuna condizione è abbastanza ostile da fermarlo.
E se un infortunio lo costringe a riposo, lo vedrai comunque seduto a bordo tatami, con il GI (kimono) addosso, intento a studiare ogni tecnica e movimento dei suoi compagni..
Il juijiteiro conosce la frustrazione. Ogni sottomissione subita è un colpo all'ego, ma anche una lezione preziosa. Perché sa che nel Jiu Jitsu non esistono scorciatoie: ogni progresso è guadagnato con il tempo, l’impegno e l’umiltà.
La sua cintura cambia colore molto lentamente, ma il significato di ogni striscia guadagnata va ben oltre il semplice tessuto.
Il Jiu Jitsu non è sotto i riflettori, se non per i grandi eventi. Ma il juijiteiro è lì, sempre presente, tra tutti gli altri praticanti: nei piccoli tornei locali, nei campionati nazionali o durante le sessioni di sparring più intense.
È un frammento di un mosaico mondiale fatto di passione e dedizione, indipendentemente dalla bandiera o dalla lingua.
E sebbene sappia bene che uno stile di vita sano lo renderà più forte sul tatami, il juijiteiro capisce anche il valore di una birra e una risata con i compagni di allenamento dopo una sessione dura.
La sua settimana è fatta di rinunce: perde serate con gli amici, vacanze e tempo con la famiglia.
La sveglia della domenica lo vede già in viaggio verso un seminario o un torneo, mentre gli altri dormono. Eppure, torna sempre a casa più felice di quando è uscito, perché ogni lotta lo avvicina un po’ di più a se stesso.
Quando vince, la gioia è tutta sua. E quando perde, ci sono solo pochi a consolarlo: quelli che lo amano davvero e capiscono cosa significhi vivere una passione così intensa.
Perché chi ama il Jiu Jitsu ama la vita. E vivere accanto a un juijiteiro significa abbracciare una realtà fatta di fatica, risate, sconfitte e vittorie. Una vita vissuta con la stessa intensità di ogni combattimento, fatta di amore vero: per la disciplina, per se stessi e per chi cammina al proprio fianco, giorno dopo giorno, tra un allenamento e l’altro.
Alla Gracie Barra Roma, situata in zona Castro Pretorio, proprio di fronte all’uscita della metro B, ti aspettiamo tutti i giorni con lezioni aperte a tutti i livelli. Offriamo anche una lezione di prova gratuita e, per chi fosse interessata alla difesa personale, classi dedicate esclusivamente alle donne, in un ambiente sicuro e stimolante.

La necessità di presentare un certificato medico per praticare attività sportiva in Italia varia in base al tipo di sport e alla modalità con cui viene svolto. Questa guida fornisce informazioni dettagliate su quando è richiesto il certificato e come ottenerlo, basandosi sulla normativa vigente.

La normativa italiana distingue tre tipologie di attività fisica, in ordine crescente di impegno psico-fisico:
È l'attività praticata da soggetti non tesserati con le Federazioni sportive nazionali o con gli Enti di promozione sportiva, finalizzata al raggiungimento e al mantenimento del benessere psico-fisico della persona.
Jogging al parco, fitness in palestra, danza, nuoto, calcetto o tennis con amici (se non in contesti competitivi organizzati).
Si considera attività sportiva non agonistica quella svolta da:
Sport con impegno fisico ridotto o assente:
Attività praticata continuativamente, sistematicamente ed esclusivamente in forme organizzate dalle Federazioni sportive nazionali, dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dal Ministero dell'Istruzione (per i Giochi della Gioventù a livello nazionale).
Stabiliti dalle Federazioni sportive nazionali e dal CONI per ciascuna disciplina (es. tennis: 8 anni, calcio: 12 anni)
Non richiede alcun certificato medico, essendo una materia curriculare obbligatoria
Il medico non deve essere solo un "certificatore", ma un consulente che:
Il certificato medico per attività sportive è uno strumento essenziale per garantire la sicurezza degli atleti e promuovere un'attività fisica sicura.
La sua obbligatorietà varia in base al contesto e al tipo di attività, con l'obiettivo di prevenire rischi per la salute e incoraggiare uno stile di vita attivo fin dalla giovane età.
È importante consultare il proprio medico o uno specialista in medicina dello sport per valutare la propria situazione specifica e ottenere i certificati necessari per praticare sport in sicurezza.
Per quanto riguarda i bambini, il certificato medico sportivo è obbligatorio a partire dai 6 anni.
Tuttavia, per maggiore sicurezza, la scuola richiede sempre il certificato anche per i più piccoli, poiché rappresenta una tutela per i genitori. Questo assicura che non ci siano controindicazioni alla pratica sportiva, anche se non è strettamente obbligatorio prima dei 6 anni.
Per la pratica del Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ), è necessario presentare un certificato medico sportivo non agonistico per tutti coloro che non intendono partecipare a competizioni. Questo documento certifica l'idoneità fisica alla pratica di un'attività sportiva non agonistica e ha validità annuale.

Invece, per chi desidera intraprendere il percorso agonistico e partecipare alle gare, è obbligatorio ottenere un certificato medico sportivo agonistico. Questo tipo di certificato prevede controlli medici più approfonditi, necessari per garantire la sicurezza dell'atleta durante competizioni di alto livello.
In conclusione, il certificato medico rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare la salute di chi pratica il Brazilian Jiu-Jitsu, garantendo che l'attività fisica venga svolta in totale sicurezza, sia a livello amatoriale che agonistico.
Per chi fosse interessato a provare gratuitamente il Brazilian Jiu-Jitsu, vi aspettiamo presso la Gracie Barra di Roma!
Il Campionato Europeo di Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) torna quest'anno in Italia, con il prestigioso evento ospitato presso il PalaPellicone, situato in Via della Stazione di Castel Fusano 30, a Lido di Ostia, Lazio.
Questa competizione, organizzata dalla International Brazilian Jiu-Jitsu Federation (IBJJF), vedrà la partecipazione di atleti provenienti da tutta Europa e oltre, pronti a sfidarsi per il titolo di campione europeo nelle rispettive categorie di peso e cinture.

L'Europeo di BJJ è uno degli eventi più attesi dell'anno per gli appassionati di questa disciplina, che mette in risalto non solo la tecnica e la strategia, ma anche la preparazione fisica e mentale degli atleti.
Le gare si svolgeranno dal 15 al 21 gennaio 2024, con partecipanti di tutte le età e categorie, dalle cinture bianche ai livelli più avanzati come le cinture nere.
Il torneo includerà divisioni per le diverse classi di peso, e i migliori atleti nelle categorie Juvenile Blue e Purple Belts potranno accedere alla competizione Open Class, divisa in Light (dal peso Rooster a Light) e Heavy (da Middle a Ultra-Heavy).
Tuttavia, non ci sarà una divisione Open Class per le cinture bianche.
Gli atleti che desiderano partecipare all'Open Class dovranno registrarsi direttamente presso il tavolo di registrazione apposito durante l'evento, entro 15 minuti dal ricevimento della medaglia. È importante essere pronti e flessibili, poiché l'orario d'inizio delle divisioni potrebbe variare a seconda dello svolgimento della giornata.
Le cinture nere adulte potranno partecipare all'Open Class senza restrizioni, ma dovranno rispettare le scadenze di registrazione specifiche, che verranno pubblicate nel programma dell'evento.
Gli atleti sono tenuti a conoscere le regole della competizione, come specificato nel Regolamento IBJJF. Sarà necessario presentare un documento d'identità ufficiale o la tessera d'iscrizione IBJJF prima di ogni incontro.
Inoltre, il peso ufficiale verrà misurato subito prima del primo combattimento, e ogni atleta avrà solo un tentativo per rientrare nella propria categoria di peso. In caso di superamento del limite di peso, l'atleta verrà squalificato.
Il PalaPellicone aprirà le porte circa un'ora prima dell'inizio delle gare e gli atleti sono invitati a presentarsi almeno un'ora prima rispetto all'orario previsto della loro divisione.

L'IBJJF si riserva il diritto di chiudere le registrazioni in caso di raggiungimento della capacità massima di partecipanti.
Inoltre, verranno applicati rigidi controlli antidoping in conformità con le normative della World Anti-Doping Agency (WADA).
Questo campionato rappresenta un'opportunità unica per vedere in azione alcuni dei migliori atleti di Brazilian Jiu-Jitsu d'Europa e del mondo.
La passione per il BJJ, la dedizione agli allenamenti e la voglia di vincere si fonderanno in questo grande evento internazionale, offrendo uno spettacolo imperdibile per tutti gli amanti delle arti marziali.
Non resta che segnare le date e prepararsi a vivere una settimana di competizione all'insegna dello sport e della condivisione di valori come rispetto, disciplina e spirito di squadra.
Non perdere l'opportunità di provare il Brazilian Jiu-Jitsu: presso la nostra scuola puoi fare una lezione di prova gratuita!
Gli orari coprono tutta la settimana. E tu, cosa aspetti? Vieni a trovarci per maggiori informazioni!

Domanda 1: Ciao! Raccontaci un po' di te e come hai deciso di iniziare a praticare il Brazilian Jiu-Jitsu.
Risposta: Ciao! Mi chiamo Laura e ho 24 anni. Ho sempre avuto una passione per le arti marziali, ma fino a poco tempo fa non avevo mai trovato il tempo o il coraggio di iniziare. Ho scoperto il Brazilian Jiu-Jitsu attraverso alcuni amici e ho deciso di provarlo perché mi affascinava l’idea di un’arte marziale basata sulla tecnica e non sulla forza bruta.
Domanda 2: Qual è stata la tua prima impressione quando hai iniziato il tuo primo allenamento?
Risposta: La mia prima impressione è stata di grande entusiasmo mescolato a un po' di nervosismo. Gli allenamenti sono molto diversi da quello che immaginavo; è stato stimolante e impegnativo, ma anche molto divertente. La comunità nella mia scuola di BJJ a Roma è accogliente, e questo ha reso l’esperienza ancora più positiva.
Domanda 3: Hai trovato delle difficoltà particolari all'inizio? Se sì, come le hai superate?
Risposta: Sì, sicuramente le prime settimane sono state piuttosto difficili. La parte fisica è stata dura e le tecniche erano nuove e, per me, alcune erano complesse, ma grazie alla costante attenzione del mio maestro sono riuscita a capirle e a eseguirle. Ho trovato utile fare esercizi di stretching a casa e guardare i video su online.graciebarra.com mi ha aiutato molto a comprendere meglio le tecniche.
Grazie a questo sito, che offre tantissimi video suddivisi per livello di apprendimento, posso ripassare in qualsiasi momento. Con un piccolo abbonamento mensile, ho accesso a risorse preziose che mi permettono di migliorare costantemente.
Ma soprattutto, parlare con i compagni di allenamento e chiedere consigli ai più esperti mi ha aiutata a migliorare.
Domanda 4: Cosa ti piace di più del Brazilian Jiu-Jitsu rispetto ad altre forme di esercizio o sport che hai praticato in passato?
Risposta: Quello che mi piace di più è il fatto che il BJJ è un’arte marziale molto tecnica e strategica. È come una partita di scacchi in cui ogni movimento ha una risposta specifica. Inoltre, mi piace molto il senso di comunità e il supporto reciproco che c’è tra i praticanti. È una sensazione unica.
Domanda 5: Come ti ha aiutato il BJJ nella tua vita quotidiana, al di fuori della palestra?
Risposta: Il BJJ mi ha aiutato a sviluppare una maggiore disciplina e perseveranza, che si riflette anche nella mia vita quotidiana. Ho imparato a gestire meglio lo stress e a essere più paziente con me stessa. Inoltre, il miglioramento della mia condizione fisica e mentale è stato un grande vantaggio.

Domanda 6: Hai qualche consiglio per altre ragazze che stanno pensando di iniziare a praticare il BJJ?
Risposta: Assolutamente! Il mio consiglio è di non avere paura di iniziare. Il BJJ può sembrare intimidatorio all’inizio, ma è un ambiente molto inclusivo e accogliente. Non preoccuparti se all’inizio ti senti un po' fuori posto; tutti sono stati principianti una volta. Fai domande, sii curiosa e, soprattutto, divertiti!
Domanda 7: Quali sono i tuoi obiettivi futuri nel BJJ?
Risposta: I miei obiettivi a breve termine sono migliorare la mia tecnica e aumentare la mia resistenza. A lungo termine, mi piacerebbe partecipare a competizioni e, magari, ottenere una cintura di colore superiore. Ma l’obiettivo principale è continuare a crescere e a godermi il percorso.
Domanda 8: Come vedi il futuro del BJJ in Italia e, in particolare, per le donne nel nostro paese?
Risposta: Penso che il BJJ stia crescendo rapidamente in Italia e sempre più persone, inclusa una percentuale crescente di donne, stanno scoprendo questa disciplina. Ci sono sempre più palestre e tornei dedicati alle donne, il che è fantastico. Spero che continui a crescere e a diventare sempre più accessibile e popolare.
Vorrei ringraziare di cuore Laura per aver condiviso con noi la sua esperienza e il suo entusiasmo per il Brazilian Jiu-Jitsu. Le sue parole sono state una fonte di ispirazione per chiunque stia pensando di intraprendere questo percorso.
Ricordiamo che presso la Gracie Barra di Roma, scuola di Jiu-Jitsu brasiliano, è possibile effettuare una lezione di prova gratuita per vivere in prima persona le emozioni di questa disciplina. Inoltre, la scuola offre anche corsi di Judo, Barra Fit, Yoga e Pilates Matwork, per chi desidera esplorare ulteriori percorsi di benessere e fitness.
Non perdete l'occasione di scoprire tutto ciò che queste attività possono offrire!
