Un modo diverso, profondo e affascinante di vivere il BJJ

Quando si parla di Brazilian Jiu Jitsu, il pensiero corre quasi sempre all’atleta: allenamenti, preparazione, passaggi di guardia, lotta per la sottomissione, vittorie e sconfitte.

Eppure il BJJ non si esaurisce sul tatami dalla prospettiva di chi combatte.

Esiste un altro modo, estremamente formativo e coinvolgente, per vivere questo mondo: diventare arbitro di gara.

È una scelta che permette di restare al centro dell’azione, di sviluppare una comprensione più raffinata del regolamento e delle dinamiche del combattimento e di acquisire una sensibilità tecnica che spesso arricchisce anche il proprio percorso da praticante o insegnante.

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Fare arbitraggio nel BJJ non significa soltanto “conoscere le regole”.

Significa imparare a leggere il match in tempo reale, distinguere ciò che è realmente efficace da ciò che è solo apparentemente spettacolare, riconoscere il tempismo di un’azione, la stabilizzazione di una posizione, la differenza fra controllo, tentativo e risultato.

Un buon arbitro sviluppa uno sguardo tecnico più lucido, ordinato e consapevole.

Questo tipo di formazione porta il praticante a maturare una visione più completa del Brazilian Jiu Jitsu, perché lo abitua a osservare il combattimento non soltanto con l’istinto dell’atleta, ma anche con l’equilibrio, la responsabilità e l’imparzialità di chi deve interpretarlo correttamente.

In questo senso, l’arbitraggio è una vera scuola dentro la scuola.

Ti costringe a capire meglio punteggi, vantaggi, criteri decisionali, tempi di consolidamento e situazioni di confine. E soprattutto ti obbliga a sviluppare calma, attenzione e presenza mentale.

Sul tatami dell’arbitro non basta sapere il BJJ: bisogna saperlo leggere, spiegare e applicare con coerenza.

È proprio qui che molti praticanti scoprono un livello ulteriore di maturità marziale.

Perché diventare arbitro può essere un’opportunità concreta

Per molti praticanti, arbitrare rappresenta una possibilità concreta di restare attivi nel settore anche in fasi diverse della propria vita sportiva.

Non tutti vogliono o possono vivere il BJJ soltanto da agonisti.

C’è chi ama la competizione ma non vuole più gareggiare, chi vuole contribuire all’ambiente in un altro ruolo, chi desidera approfondire la disciplina da un punto di vista tecnico e istituzionale.

L’arbitraggio risponde perfettamente a questa esigenza: permette di essere parte integrante degli eventi, di lavorare a stretto contatto con atleti, coach e organizzatori, e di partecipare alla crescita del movimento in modo autorevole.

C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: arbitrare aiuta anche ad allenarsi meglio. Chi studia il regolamento e osserva centinaia di match impara a riconoscere i dettagli che fanno la differenza.

Capisce quali errori portano a perdere un vantaggio tattico, quali scelte premiano davvero in gara, e quali situazioni vengono lette in un certo modo dalla giuria.

In altre parole, l’arbitro sviluppa una sensibilità competitiva più fine. E questa sensibilità, inevitabilmente, torna utile anche sul tatami.

I riferimenti in Italia

Se si vuole restare rigorosamente aggiornati, i due riferimenti più solidi che oggi emergono per chi cerca percorsi arbitrali nel BJJ in Italia sono BJJ Italia e UIJJ - Unione Italiana JIU JITSU

Entrambe le organizzazioni offrono percorsi di formazione per arbitri e informazioni sulle competizioni nazionali.

BJJ Italia pubblica sul proprio sito il regolamento arbitri, l’albo degli ufficiali di gara e gli annunci dei corsi di abilitazione per arbitri di Brazilian Jiu Jitsu.

Sono indicati requisiti come la maggiore età e il grado minimo di cintura blu, e viene mantenuto un calendario gare nazionale distribuito in diverse città italiane.

Il responsabile nazionale arbitri è Vincenzo Sistarelli; il sito permette di consultare l’albo ufficiale e contattare il responsabile per informazioni sui corsi di formazione e aggiornamento.

UIJJ – Unione Italiana Jiu Jitsu organizza corsi di arbitraggio tenuti in italiano, generalmente il giorno prima delle competizioni UIJJ, aperti a tutti i praticanti.

Il responsabile del Corpo Arbitrale è Andrea Carotti e per informazioni è possibile contattare arbitraggio@uijj.org o info@uijj.org.

Viaggiare, conoscere ambienti nuovi, entrare nelle competizioni che contano

Gracie Barra Roma

L’attività arbitrale offre l’opportunità di confrontarsi con realtà diverse dal proprio ambiente di allenamento. Gli arbitri entrano in contatto con scuole, atleti, insegnanti e organizzatori su tutto il territorio nazionale.

I calendari di BJJ Italia e UIJJ prevedono tornei in città come Roma, Novara, Napoli, Milano e in altre località italiane.

Partecipare agli eventi significa contribuire al corretto svolgimento delle competizioni, osservare le migliori performance della disciplina e sviluppare esperienza pratica.

Entrambe le organizzazioni organizzano manifestazioni nazionali e internazionali, offrendo agli arbitri l’opportunità di crescere gara dopo gara, indipendentemente dalla federazione di riferimento.

Un ruolo che forma il carattere

Arbitrare è anche una scuola di vita.

Ti insegna a decidere sotto pressione, a mantenere lucidità quando il pubblico rumoreggia, a non farti trascinare dalle simpatie, a restare ancorato ai fatti.

In un’epoca in cui molti cercano scorciatoie, il ruolo dell’arbitro chiede esattamente il contrario: rigore, studio, equilibrio e responsabilità.

Per questo l’arbitraggio può essere un percorso straordinario non solo per chi vuole “fare qualcosa nel BJJ”, ma per chi vuole crescere davvero dentro i valori marziali del BJJ.

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E forse è proprio questo il suo fascino più grande: l’arbitro non è un personaggio esterno al combattimento, ma una figura che lo rende possibile, leggibile e giusto.

È una presenza silenziosa ma decisiva.

Chi sceglie questa strada scopre spesso un modo più maturo e completo di appartenere a questa disciplina sportiva.

Diventare arbitro di Brazilian Jiu Jitsu significa ampliare il proprio orizzonte. Significa vivere il BJJ non soltanto come atleta, ma come interprete del regolamento, custode dell’equilibrio della gara e protagonista di un mondo che va ben oltre il semplice combattimento.

È un percorso che aggiunge cultura tecnica, sensibilità sportiva, esperienza pratica e contatto diretto con il meglio delle competizioni italiane. E sì, significa anche viaggiare, conoscere nuove realtà, entrare negli eventi che contano e sentirsi parte attiva della crescita del movimento.

Se ami davvero il Brazilian Jiu Jitsu e vuoi scoprirne una dimensione più ampia, l’arbitraggio può essere una strada sorprendente.

E se vuoi costruire questa sensibilità in una scuola che vive il BJJ ogni giorno con metodo, passione e visione internazionale, Gracie Barra Roma è il posto giusto da cui partire: una realtà solida e autorevole dove allenarti, crescere tecnicamente e avvicinarti al mondo del BJJ a 360 gradi, non solo da atleta ma da vero protagonista della disciplina.

Contattaci per una prova gratuita su tatami!

Dal 15 al 24 gennaio, la città di Lisbona ha ospitato uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario internazionale di Brazilian Jiu-Jitsu: gli Campionati Europei IBJJF, organizzati dalla International Brazilian Jiu-Jitsu Federation.

Un evento che ogni anno richiama migliaia di atleti da tutto il mondo e che, per livello tecnico e partecipazione, viene considerato secondo solo ai Mondiali.

Un palcoscenico di livello mondiale

L’Europeo IBJJF non è semplicemente una competizione continentale: è un banco di prova globale.

Le categorie adult black belt, in particolare, rappresentano uno dei contesti più competitivi in assoluto, con atleti provenienti da Brasile, Stati Uniti ed Europa pronti a misurarsi su ritmi altissimi, sia dal punto di vista atletico che strategico.

A conferma del livello tecnico espresso nelle finali, è disponibile anche la raccolta video con tutte le finalizzazioni delle cinture nere:

👉 20 Submissions From The Black Belts At IBJJF Euros

YouTube Video

Un contenuto che evidenzia un dato interessante: anche ai massimi livelli, dove equilibrio e studio tattico sono predominanti, la capacità di chiudere prima del limite resta determinante. Tra armbar, strangolamenti e leve agli arti inferiori, emerge un jiu-jitsu sempre più completo e dinamico.

L’Italia agli Europei: risultati e crescita del movimento

La spedizione italiana ha dimostrato ancora una volta come il movimento nazionale stia crescendo sia in profondità tecnica sia in maturità agonistica.

Gli atleti selezionati hanno affrontato categorie numerose e altamente competitive, riuscendo a conquistare medaglie e, soprattutto, esperienza internazionale.

🥇 Oro – Cintura Marrone Master 1

Un risultato di grande prestigio arriva dalla categoria Master 1 marroni, dove l’Italia conquista il gradino più alto del podio dopo un percorso netto fatto di gestione tattica, controllo posizionale e finalizzazioni decisive. Vincere quattro incontri consecutivi in una categoria di questo livello significa solidità tecnica e lucidità mentale.

🥉 Due Bronzi – Cinture Blu Adult

Nelle cinture blu adult arrivano due medaglie di bronzo, entrambe maturate in categorie affollate e dal tasso tecnico elevato. Percorsi composti da più match, spesso risolti ai punti contro atleti provenienti da scuole di altissimo livello internazionale.

Questo dato è significativo: nelle cinture blu adult si concentrano spesso atleti giovani, molto preparati atleticamente e con una mole di incontri annuali elevata.

Salire sul podio in queste categorie conferma la competitività della scuola italiana.

Esperienza internazionale: oltre il risultato

Non tutti gli atleti sono riusciti a raggiungere la zona medaglie, ma la partecipazione a un Europeo IBJJF rappresenta di per sé un momento formativo cruciale.

Le categorie adult – dalle bianche alle marroni – hanno visto match intensi, con finalizzazioni rapide ma anche battaglie strategiche decise da un vantaggio o da una penalità.

Emergono alcuni elementi chiave:

  • Crescente utilizzo del gioco di guardia moderna (De La Riva, Lapel guard)

  • Attacchi agli arti inferiori sempre più raffinati

  • Forte preparazione atletica nelle categorie adult

  • Differenze di ritmo evidenti rispetto al panorama nazionale

Molti atleti italiani hanno sottolineato proprio questo aspetto: il salto di intensità tra competizioni italiane e circuito IBJJF internazionale è netto, e affrontarlo permette una crescita tecnica accelerata.

Trend tecnico dalle finali Black Belt

Analizzando le finalizzazioni delle cinture nere:

  • Alta percentuale di strangolamenti rispetto alle leve articolari

  • Grande utilizzo della pressione dalla top position

  • Transizioni rapide verso il back control

  • Precisione estrema negli attacchi, con pochissimi errori tecnici

Questo indica un’evoluzione del meta competitivo: controllo, pazienza e timing stanno prevalendo sull’esplosività pura.

Il movimento italiano: una fase di consolidamento

Negli ultimi anni il BJJ italiano ha mostrato una crescita costante:

  • Maggiore presenza internazionale

  • Accademie affiliate a team di rilievo mondiale

  • Atleti che competono stabilmente nel circuito IBJJF

  • Strutture tecniche più organizzate

L’Europeo di Lisbona rappresenta un indicatore importante: l’Italia non partecipa più solo per fare esperienza, ma per competere concretamente per il podio.

scudo gracie barra

Prossime tappe

Il percorso di selezione per le prossime competizioni internazionali prosegue nei mesi successivi con eventi nazionali dedicati alle categorie GI, NO-GI e KIDS, fondamentali per continuare ad alimentare il vivaio e consolidare la presenza azzurra nel panorama europeo.

L’edizione 2025 degli Europei IBJJF conferma un dato evidente: il livello globale del Brazilian Jiu-Jitsu è altissimo e in continua evoluzione.

L’Italia risponde con risultati concreti, giovani atleti competitivi e una struttura sempre più solida. La strada verso il vertice mondiale è ancora lunga, ma la direzione intrapresa è chiara.

Il prossimo passo potrebbe essere il tuo

Gli Europei IBJJF di Lisbona ci ricordano una cosa fondamentale: il Brazilian Jiu-Jitsu è un percorso.

È crescita tecnica, mentale e personale. È confronto, disciplina e continua evoluzione. Ogni atleta visto su quei tatami ha iniziato esattamente come tutti: con una prima lezione.

Se queste storie ti hanno incuriosito e vuoi scoprire da vicino cosa significa praticare questa arte marziale e sport da combattimento, alla Gracie Barra Roma hai sempre la possibilità di effettuare una lezione di prova gratuita.

Un’occasione concreta per conoscere l’ambiente, provare l’allenamento e capire quanto il Brazilian Jiu-Jitsu possa diventare parte del tuo percorso.

Il tatami è aperto a tutti: principianti assoluti, sportivi, adulti, ragazzi.

Il primo passo è semplicemente presentarsi.

Tre giorni di grande Jiu-Jitsu al PalaPellicone

ABU DHABI GRAND SLAM JIU-JITSU WORLD TOUR 2025-2026 - ROME

 

Dal 13 al 15 febbraio 2026 il Centro Olimpico Matteo Pellicone di Ostia ha ospitato una delle tappe più attese del circuito internazionale AJP: l’Abu Dhabi Grand Slam Jiu-Jitsu World Tour – Rome.

Tre giornate intense di gara hanno portato sui tatami atleti delle categorie amatori, youth, master e professional, confermando ancora una volta Roma come punto di riferimento europeo per il Brazilian Jiu-Jitsu competitivo.

Il Grand Slam AJP rappresenta infatti uno dei tornei più prestigiosi al mondo: una competizione capace di richiamare atleti da numerosi Paesi e di assegnare punti fondamentali per il ranking internazionale della federazione.

Partecipazione e medaglie della tappa romana

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L’edizione 2026 ha registrato una partecipazione estremamente ampia, con centinaia di atleti provenienti da diverse nazioni, distribuiti nelle molteplici categorie di età, cintura e peso previste dal circuito AJP.

Come da struttura ufficiale del torneo, ogni divisione ha assegnato medaglie d’oro, d’argento e di bronzo, generando complessivamente centinaia di podi nel corso delle tre giornate di competizione.

Il volume di incontri disputati e il numero di categorie confermano la portata internazionale e l’elevato livello agonistico dell’evento romano.

La presenza della Gracie Barra

Anche la Gracie Barra ha preso parte alla competizione con i propri atleti, scesi sul tatami con determinazione, spirito di squadra e rispetto per i valori del Jiu-Jitsu.

Al di là dei singoli risultati, la partecipazione a un evento di questo livello rappresenta soprattutto:

  • crescita tecnica attraverso il confronto internazionale

  • esperienza agonistica reale

  • consolidamento dei valori di disciplina, rispetto e perseveranza

Ogni gara diventa così una tappa del percorso personale e sportivo degli atleti, dentro e fuori dal tatami.

Sempre più donne sul tatami

Uno degli aspetti più significativi di questa edizione è stata la crescente presenza femminile, ormai protagonista stabile del panorama internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu.

Le categorie femminili hanno mostrato:

  • altissimo livello tecnico

  • grande determinazione agonistica

  • spirito competitivo maturo e consapevole

Questo sviluppo ha un valore che va oltre la competizione sportiva.

Il Jiu-Jitsu è oggi uno strumento straordinario di difesa personale femminile, capace di aumentare sicurezza, fiducia e autonomia nella vita quotidiana.

Per questo la Gracie Barra Roma promuove attivamente la pratica tra le donne, offrendo un ambiente sicuro, inclusivo e guidato da istruttori qualificati.

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Dietro le quinte: un’organizzazione di altissimo livello

Un evento internazionale di questa portata è possibile solo grazie al lavoro di uno staff altamente professionale:

  • arbitri preparati e sempre attenti

  • mat coordinator fondamentali nella gestione dei tempi di gara

  • scoreboarder e staff tecnico, essenziali per il corretto svolgimento degli incontri

  • tutta l’organizzazione AJP Italia, che ha operato con competenza, passione ed entusiasmo

La qualità organizzativa vista al PalaPellicone conferma gli standard elevati del circuito AJP e contribuisce a rendere la tappa romana un appuntamento imprescindibile del calendario mondiale.

Molto più di un torneo

Tre giorni di gare, emozioni e condivisione hanno trasformato il Grand Slam di Roma in qualcosa che va oltre la semplice competizione:
un vero momento di incontro per la comunità internazionale del Brazilian Jiu-Jitsu, puoi rivedere gli incontri nella sezione Live del canale ufficiale youtube

Per la Gracie Barra Roma è stata un’altra tappa di crescita, esperienza e consapevolezza, con lo sguardo già rivolto alle prossime sfide.

Il viaggio continua. Ci vediamo sul tatami.

La verità tra percezione, dati reali e cultura dell’allenamento

Quando si parla di Brazilian Jiu Jitsu, una delle domande più comuni — soprattutto da parte di chi vuole iniziare — è sempre la stessa: “Ma il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) è pericoloso?”

La percezione diffusa è che qualsiasi arte marziale da contatto comporti rischi elevati, e in parte è vero: parliamo pur sempre di grappling, leve articolari e proiezioni.

Tuttavia, la realtà è più sfumata.

Il BJJ può essere impegnativo fisicamente e talvolta portare a infortuni, ma il livello di rischio dipende enormemente da come ci si allena, con chi e in quale ambiente.

Nelle scuole strutturate — come le accademie Gracie Barra — la cultura del rispetto, della sicurezza e della collaborazione riduce in modo significativo la probabilità di farsi male.

E non è solo una questione etica: se i compagni si infortunano, non ci si allena più nessuno.

Per questo la sicurezza è interesse reciproco.

Cosa dicono i dati: il BJJ può portare a infortuni, ma non è una disciplina “estremamente pericolosa”

Diversi studi scientifici hanno analizzato gli infortuni nel BJJ:

  • Uno studio su oltre 1100 atleti mostra che molti praticanti riportano almeno un infortunio durante la carriera, spesso legati a ginocchia, spalle o mani.

  • Un altro studio recente su 881 praticanti ha stimato un tasso medio di 5,5 infortuni ogni 1000 ore di allenamento, un valore simile a molti sport da contatto come rugby e wrestling.

  • Circa un quarto degli atleti ha riportato almeno una commozione cerebrale in carriera.

  • La maggior parte degli incidenti non avviene in gara, ma proprio durante gli allenamenti, spesso per submission forzate o movimenti esplosivi.

Conclusione: sì, un certo livello di rischio esiste, ma non è superiore ad altri sport intensi se praticato con responsabilità.

GBF Camp Porto 2025

Perché ci si fa male: i fattori principali

Gli infortuni di solito nascono da tre situazioni tipiche:

1. Submission non mollate in tempo

Il famoso “tap early, tap often” esiste per un motivo.
Molti incidenti capitano quando qualcuno “resiste” troppo o, al contrario, chi applica la leva stringe senza controllo.

2. Ego eccessivo durante lo sparring

Rollare a 100%, voler vincere ogni scambio, trasformare lo sparring in un match vero… è una ricetta perfetta per farsi male.

3. Movimenti esplosivi e transizioni incontrollate

Scramble, takedown e passaggi sbagliati sono tra i principali responsabili di lesioni a ginocchia e spalle.

Vuoi spingere forte? I tornei sono il posto giusto

Una delle cose più importanti da comprendere è che l’allenamento non è una gara.

Il tatami della palestra serve a migliorare tecnica, controllo, fluidità, timing e consapevolezza.

Se qualcuno sente la necessità di misurarsi davvero, testare i propri limiti o “spingere a tutta”, esiste un contesto completamente dedicato a questo: le competizioni.

Nei tornei puoi andare forte quanto vuoi, in un ambiente regolamentato, con arbitri, categorie di peso, pari livello e avversari che vogliono la stessa cosa.

In palestra, invece, l’obiettivo è crescere insieme.

E se un compagno si fa male, non si allena più nessuno.

Questa distinzione — allenamento controllato in palestra, intensità massima in gara — è uno dei motivi principali per cui le scuole più organizzate mantengono un basso tasso di infortuni.

La cultura della sicurezza nella Gracie Barra

Una caratteristica che distingue la Gracie Barra è l’approccio sistematico alla sicurezza.

Donne Sicure

Rispetto reciproco

Se un compagno si infortuna, ci rimette tutto il gruppo. Per questo la protezione del partner è un valore fondamentale e condiviso.

Educazione tecnica

Gli istruttori insegnano fin da subito a:

  • controllare le posizioni,

  • rollare in modo progressivo,

  • evitare movimenti improvvisi,

  • comunicare apertamente (“roll leggero?”, “ho un fastidio alla spalla”, ecc.).

Ambiente orientato all’apprendimento

La priorità non è “vincere lo sparring”, ma migliorare. Questa mentalità riduce drasticamente comportamenti rischiosi.

Cosa pensa la community: le voci da Reddit

Molti praticanti esperti confermano sempre lo stesso punto:

  • “Se tieni l’ego a bada, gli infortuni seri sono rari.”

  • “Quando ho iniziato a "battere prima", ho smesso di farmi male in modo serio.”

  • “Quasi tutti i miei infortuni sono avvenuti in allenamento, non in gara.”

Il problema, quindi, non è il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) in sé, ma come lo si pratica.

Come ridurre davvero il rischio di infortunio

Ecco le abitudini che fanno la differenza:

  • Riscaldamento vero, non superficiale.

  • Scegliere partner affidabili e comunicare chiaramente.

  • Battere subito, senza esitare.

  • Evitare sparring intensi se si è stanchi o doloranti.

  • Rafforzare ginocchia, spalle e core con esercizi mirati.

  • Alternare tecnica e sparring in modo intelligente.

Quindi il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) è pericoloso?

La risposta migliore è: lo è tanto quanto lo rendi pericoloso. 

Il BJJ non è privo di rischi, ma se praticato con intelligenza, rispetto e buona cultura di palestra, diventa uno sport estremamente formativo, controllato e duraturo.

Nelle scuole come Gracie Barra, la sicurezza non è un dettaglio: è parte integrante dell’allenamento.

Allenarsi bene significa crescere, divertirsi e continuare a praticare per molti anni, non trasformare ogni sparring in una competizione.

Vuoi scoprire com’è davvero il BJJ? Vieni a provare di persona

Se tutto questo ti incuriosisce e vuoi capire davvero cosa significa allenarsi in un ambiente sicuro, rispettoso e strutturato, ti aspettiamo sul tatami per una prova gratuita.

Potrai vedere con i tuoi occhi e toccare con mano il nostro modo di allenarci, il clima della scuola e l’approccio al Brazilian Jiu Jitsu basato sul rispetto e sulla crescita reciproca.

La 12ª edizione del Campionato Europeo No-Gi della Federazione Internazionale di Jiu-Jitsu Brasiliano (IBJJF) si è appena conclusa, con la divisione cinture nere adulti – considerata la classe professionistica del BJJ.

IBJJF 2025 European NoGi

Per il secondo anno consecutivo, gli Europei No-Gi hanno registrato una crescita impressionante di talenti europei, in particolare ai massimi livelli di questo sport.

Le categorie si sono rivelate estremamente competitive, con una forte presenza di atleti provenienti non solo dal Vecchio Continente, ma anche da Giappone e Corea del Sud, nazioni che stanno progressivamente conquistando la ribalta internazionale.

Molti praticanti provenienti da regioni lontane, che trovano complessi i viaggi negli Stati Uniti per motivi logistici o di visto, hanno scelto Roma (Ostia) come tappa fondamentale della loro stagione, rendendo l’evento un vero crocevia globale.

Nel complesso, il Campionato Europeo No-Gi 2025 ha confermato come il grappling stia vivendo un’evoluzione mondiale.

Se Scandinavia e Polonia sono ormai fari riconosciuti del talento europeo, quest’anno si sono aggiunte nuove realtà di spicco come il Regno Unito, che ha conquistato numerose medaglie d’oro grazie a nomi emergenti come Shay Montague (Scozia), Ash Williams (Galles), Faris BenLamkadem (Inghilterra) e Injana Goodman, vera rivelazione del torneo con un oro di categoria e un argento nella divisione open.

I protagonisti dell’edizione 2025

Il 2025 è stato senza dubbio un anno straordinario per le cinture nere esordienti, molte delle quali sono riuscite a salire sul podio.

Tra i protagonisti assoluti:

  • Injana Goodman, brillante in ogni fase del combattimento — passaggi, spazzate e sottomissioni — si è aggiudicata l’oro nella sua categoria e l’argento nella open class;

  • Pawel Jaworski, autentico fenomeno polacco, ha conquistato due ori (di categoria e open) e 7 sottomissioni su 9 incontri, confermandosi una delle guardie più temute nella divisione 85 kg;

  • Gabrieli Pessanha, che ha centrato il “Double No-Gi Grand Slam”, vincendo in tutte le major IBJJF No-Gi della stagione;

  • Ana Mayordomo, oro nella categoria piuma, in un periodo d’oro per il grappling spagnolo;

  • E infine Tito Carle, pesi massimi australiano, rivelazione assoluta di questa edizione: proattivo, esplosivo e con un gioco orientato alla sottomissione, ha lasciato il pubblico romano impressionato dalla sua completezza tecnica.

Sarà interessante osservare se qualcuno riuscirà, ai prossimi Mondiali No-Gi, a contrastare il dominio di Jaworski nella sua categoria.

Roma capitale del BJJ: stage

Parallelamente al torneo, Roma ha vissuto una settimana intensa di eventi dedicati al Brazilian Jiu-Jitsu. Diverse accademie della capitale hanno ospitato seminari e stage tecnici con atleti e maestri internazionali.

Alexandre Dantas, campione IBJJF GI e NO GI!

Tra i più apprezzati, quello organizzato presso la Gracie Barra Roma, che ha visto come ospite il Professor Alexandre “Café” Dantas, pluricampione mondiale IBJJF sia in Gi che in No-Gi.

L’evento ha attirato numerosi praticanti, offrendo un’occasione preziosa per confrontarsi con un atleta di livello mondiale e approfondire dettagli tecnici del grappling moderno.

Questo tipo di iniziative conferma il ruolo centrale di Roma nel panorama europeo del BJJ, non solo come sede di gare, ma anche come punto di incontro per la formazione e la crescita tecnica degli atleti.

FloGrappling: la piattaforma che racconta il BJJ nel mondo

piattaforma che racconta il BJJ nel mondo

A trasmettere in diretta le fasi più avvincenti del torneo è stata FloGrappling, la piattaforma di streaming più autorevole nel mondo del jiu-jitsu e del grappling.

FloGrappling produce e distribuisce eventi in live streaming, analisi tecniche, interviste e documentari dedicati agli atleti più influenti del panorama mondiale.

In questi giorni, la piattaforma ha deciso di rendere disponibili in replay on-demand i match principali dell’European No-Gi 2025, permettendo anche agli appassionati italiani di rivivere ogni fase del torneo.

Grazie a queste trasmissioni, il BJJ europeo guadagna sempre più visibilità internazionale, contribuendo a far conoscere i nomi degli atleti emergenti e ad alimentare una community sempre più ampia e connessa.

Il 2025 IBJJF European No-Gi Championship ha rappresentato molto più di un evento sportivo: è stato un punto di svolta per la crescita del Brazilian Jiu-Jitsu in Europa e per la conferma di Roma come capitale del grappling continentale.

Tra nuove rivelazioni, campioni affermati e iniziative locali di altissimo livello, l’Italia si è confermata protagonista in una disciplina che sta vivendo una fase di espansione globale senza precedenti.

Donne Sicure

A Roma, presso la Gracie Barra, è possibile praticare il Brazilian Jiu-Jitsu in tutte le sue forme:

  • corsi con kimono (Gi) per bambini e adulti,

  • corsi grappling senza kimono (No-Gi),

  • e corsi di autodifesa femminile (“Donne Sicure”).

Le lezioni si tengono ogni giorno, con diversi orari disponibili. Tutte le informazioni e le prenotazioni sono accessibili nella sezione Orari Lezioni del sito.

E tu? Cosa aspetti a provare una lezione gratuita di BJJ alla Gracie Barra Roma?

GRACIE BARRA ROMA

Scuola ufficiale Gracie Barra a Roma per l'apprendimento, l'allenamento, la pratica e la diffusione del Brazilian Jiu Jitsu (BJJ) e della difesa personale.
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